Lettera che brucia

“Il profumo che resta in una lettera”

Lettera che brucia: parole che restano sulla pelle Jim Lia Scott

Una lettera per Jim

Non so perché resta questa febbre sotto pelle.
Non so perché le tue mani continuano a muoversi dentro di me anche quando non ci sei.
Torno a casa col tuo odore addosso, e mi sembra di portarmi via un crimine, una cicatrice invisibile.

Il tempo rubato ha il sapore del sangue: ferro, calore, urgenza.
Ogni istante con te brucia più del sole e mi scortica viva… eppure lo voglio ancora. Sempre.
Anche se so che non dovrei.

Forse è la colpa che mi accende,
o il piacere che mi divora.
Forse è solo che con te non sono educata, non sono fedele, non sono buona.
Con te sono viva.

Quando il silenzio arriva a graffiarmi il cuore, so già che mi sdraierò accanto a chi crede di conoscermi.
Chiuderò gli occhi, respirerò piano… e ti penserò.
Ricorderò i tuoi morsi, quelle domande che il mio corpo si fa e a cui solo tu sai rispondere.

Perché ti cerco, anche sapendo che un giorno potresti essere la mia rovina?
Perché l’assenza mi lacera più dell’inganno?
Perché la colpa è un peso… ma la tua pelle è una droga.

E tu, lo so che sorridi mentre lo leggi.
Sai già che mi pentirò.
Sai già che non basterà.
Sai già che basta un tuo sguardo per farmi tornare a peccare.

a Jim Liam Scott

Lettera che brucia: parole che restano sulla pelle Jim Lia Scott
Una lettera segreta, intensa, che parla di desiderio, colpa e piacere. Parole che bruciano e restano, come morsi sulla pelle.

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