
L’uomo che sente troppo – Storia di ipersensibilità e forza interiore
Sono ipersensibile.
Ogni cosa mi attraversa, mi tocca,
mi scuote, mi allaga il petto.
Porto addosso dolori miei e dolori altrui.
Io sento.
Sento odori, vibrazioni, anime,
la tristezza sospesa negli occhi di chi incontro.
Sento a fior di pelle, nelle pieghe delle parole,
nella ferocia e nella grazia della bellezza.
Sono ipersensibile, colmo di poesia.
Qualcosa dentro di me balla,
anche quando fuori tutto tace.
Sono scorticato, segnato, ferito dalla vita.
Sono empatico.
Colgo ciò che non viene detto,
ascolto il silenzio perché lo parlo fluentemente.
Sono tenero, emotivo.
Sento più forte ogni carezza,
ogni crepa che sfiora l’altro.
Posso perdere l’equilibrio in un attimo,
più violentemente di chi vive schermato.
La mia sensibilità non è mai banale:
mi porta a volare altissimo
e a precipitare all’improvviso.
È la mia fragilità.
È la mia forza. Un racconto in prima persona maschile sull’ipersensibilità: la fragilità che diventa forza, l’emozione che scava e illumina.