
Portami via stanotte | Racconto breve di una notte che non si dimentica
Stanotte non voglio restare qui.
Qui dove tutto è definito, dove le parole pesano, i gesti si misurano, e persino il silenzio ha paura di essere frainteso.
Stanotte, portami via.
Portami dove le parole non servono.
Dove il nostro respiro dice più di mille promesse.
Dove il tempo non esiste, e ogni secondo diventa eterno sul confine della pelle.
Siamo fatti di sogni—e di quelle notti che non si raccontano.
Quelle in cui ci si ama senza dirlo, ci si desidera senza vergogna, ci si scopre senza protezioni.
Siamo fatti di pelle che chiama, di sguardi che incendiano, di segreti sussurrati alla luna e poi taciuti per sempre.
Brucia in me la voglia di baciarti ancora.
Non come ieri, non come domani.
Ma come adesso.
Adesso che siamo nudi, anche senza toglierci niente.
Portami via stanotte.
Portami dove i cuori non camminano… volano.
Dove l’anima si fonde alla carne e non c’è più distinzione tra me e te.
Dove l’amore—quello vero, quello che non si dice mai ad alta voce—ha l’odore caldo della pelle e il sapore salato dei sogni sudati.
Questo letto ancora sa di te.
Di noi.
Del nostro ieri che non ha ancora smesso di accarezzarmi la pelle.
E se domani ci sveglieremo distanti, se la vita ci restituirà al mondo…
sappi che in me resterà il segno di questa notte.
Non un ricordo.
Un’impronta viva.
Un “noi” che non ha bisogno di tempo, di definizioni, di promesse.
Solo di stanotte.
Solo di essere vissuto.